Ma il Vento continua
circolare fraterna 2005


   
   C’è stata un’autentica valanga di messaggi di solidarietà, preoccupati, alcuni anche indignati, e poi, alla fine, molti esultanti. Oggi, come mai prima, io dovrei rispondere personalmente, messaggio per messaggio, da cuore a cuore. Sono arrivate anche, in questo tempo di attesa, molte domande, molti sfoghi; su questo nostro mondo neoliberista, su questa nostra Chiesa santa e problematica. Mando le domande e le ansie allo Spirito di Colui che è “nostra Pace”. E credenti e agnostici, sereni e ribelli, tutte e tutti considerino di aver avuto risposta con un affetto immenso. Così, in modo tanto facile, noi vescovi in pensione affidiamo i compiti…!
Abbiamo ricevuto molta solidarietà per la rivendicazione del popolo Xavante, che continua a ristagnare nelle mani di una giustizia lentissima. L’altro motivo di solidarietà verso la nostra piccola Chiesa di São Felix do Araguaia è stato, logicamente, la successione episcopale. Non entrerò nei particolari perché è già stato scritto abbastanza su questo incidente ecclesiale. Non vogliamo insistere sul fatto che il problema non era solo quello di un vescovo, di una Chiesa. Il problema è di tutta la Chiesa e per la nomina di tutti i vescovi ed è una rivendicazione di maggiore corresponsabilità e collegialità. Per essere fedeli al Vangelo e per dare testimonianza al mondo. Fortunatamente il nuovo vescovo di São Felix do Araguaia, fra Leonardo Ulrich Steiner, è un vero francescano, fraterno, in dialogo, popolare. E il cammino continua. E io continuerò a stare qui, sullariva dell’Araguaia, seguendo a distanza le lotte dei nostri popoli e gustando, con una speranza pasquale, la sera della vita.
L’impero vuole “un mondo senza tirannia”. Anche noi; soprattutto senza la tirannia dell’impero. L’impero vuole anche “la diffusione della libertà”. Noi contestiamo indignati perché questa libertà è solo a favore del mercato e di alcuni paesi padroni.
Ci sono tirannie, troppe, a tutti i livelli della vita sociale, economica, politica, culturale. Secondo il rapporto annuale dell’ONU, c’è ancora 1,1 miliardi di persone che sopravvivono con meno di un dollaro al giorno. Continuano a morire di fame, quotidianamente, 30.000 bambini poveri. Negli ultimi 40 anni il PIL mondiale si è raddoppiato mentre si triplicava la disuguaglianza economica. 900 milioni di persone – la settima parte della popolazione mondiale – soffrono discriminazioni per motivi etnici, sociali o religiosi. 170 milioni di persone vivono fluttuando nell’immigrazione. Il 44% della popolazione latinoamericana abita in quartieri miserabili. L’Africa continua a sanguinare, fra l’indifferenza e lo sfruttamento. E ci sono paesi nel nostro mondo “destinati a morire”, forse per una possibile guerra preventiva…
C’è però “molto bene che vince il male”, in questo nostro mondo ferito. Abbiamo realizzato nuovamente il Forum Sociale Mondiale; Via Campesina cresce e opera; abbiamo smascherato, e in parte rallentato, l’ALCA; Israele e il popolo palestinese dialogano in vista di passi concreti; la sinistra rialza la testa in diversi paesi della nostra America e dell’Europa, e cresce “il malessere (e la protesta) davanti alla democrazia neoliberista”. Se i partiti e i sindacati vengono demoralizzati, cresce però il movimento popolare con le sue manifestazioni in scala nazionale, continentale e mondiale. È entrato in vigore il Protocollo di Kyoto. E siamo sempre di più quelli che gridiamo, con Inácio Ramonet, “sì alla solidarietà fra i 6 miliardi di abitanti del nostro pianeta; no al G-8 e al Consenso di Washington; no al dominio del “poker del male” (BM, FMI, OCSE, OMC); no all’egemonia militare di un’unica superpotenza; no alle guerre di invasione e no al terrorismo…”. Poi Ramonet riassume, e noi con lui, che “resistere significa dire no e anche dire sì e sognare che un altro mondo è possibile, e contribuire a costruirlo”.
È possibile anche un’altra Chiesa e ovunque e in molte maniere la stiamo costruendo. Con una comunità di preghiera, fraternità e impegno. Con la realizzazione in Brasile dell’XI Incontro Interecclesiale delle CEBs e rivitalizzando le CEBs del Brasile, del continente e del mondo. Con la celebrazione, insieme al Forum Sociale Mondiale, del Forum Mondiale della Teologia della Liberazione. Con la celebrazione del giubileo del martirio del nostro San Romero e la memoria compromettente di tutti i nostri martiri. Con la ripresa dell’opzione per i poveri e per le loro cause. Con la denuncia profetica dei “genocidi sociali” e dell’iniquità dell’impero e delle sue oligarchie. Con l’ecumenismo reale e quotidiano. Con il dialogo interreligioso. Con il rinvigorimento del processo conciliare, come rivendicazione evangelica crescente e come la migliore commemorazione dei 40 anni del Vaticano II. Con una fede vissuta in modo adulto e corresponsabile, “per la vita del mondo”.
E ora una confidenza ecclesiale, di un vescovo vecchio che continua a sognare. Una volta, in occasione di un problema di salute di Giovanni Paolo II, si è parlato e scritto molto sulle caratteristiche del prossimo papa. Io penso che si dovrebbe parlare molto di più –parlare e fare – delle caratteristiche del nuovo papato, di un ristrutturazione radicale di ciò che chiamiamo la Sede Apostolica, di un nuovo stile del ministero di Pietro: sensibile, come il cuore di Gesù, al grido della povertà, della sofferenza e dell’abbandono; senza uno stato pontificio e con una curia leggera e disponibile; profeticamente spoglio di potere e di fasto; appassionato per l’ecumenismo e per il dialogo interreligioso; deassolutizzato e collegiale; decentralizzatore e veramente “cattolico” nel pluralismo culturale e ministeriale; come un organo di mediazione religiosa – in collaborazione con le altre strutture religiose o no – a servizio dellapace, della giustizia, della vita.
Van Gogh, nonostante avesse visto cadere nella sua vita tanti mulini, reali o simbolici, scriveva a suo fratello Theo: “Ma il vento continua”. Dopo aver visto, anche noi, cadere tanti mulini, nella ocietà e nella Chiesa, continuiamo a proclamare – nella speranza e nell’impegno – che “il Vento continua”…
 

 

 

Pedro Casaldáliga
São Félix do Araguaia, MT, Brasil
2005